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DEUTSCH-ITALIENISCHER JOURNALISTEN VEREIN
ASSOCIAZIONE ITALO-TEDESCA DEI GIORNALISTI

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Utente: Leitung

L’ASSOCIAZIONE ITALO-TEDESCA DEI GIORNALISTI é stata fondata nel 1994 al Centro culturale di Villa Vigoni a Loveno di Menaggio (CO). Tra i fondatori ci sono famosi giornalisti italiani e tedeschi. Presidente dell'Associazione é Ulrich Ritter.

DER DEUTSCH - ITALIENISCHE JOURNALISTEN VEREIN wurde 1994 im deutsch-italienischen Kulturzentrum Villa Vigoni in Loveno di Menaggio (CO) gegründet. Zu den Gründungsmitgliedern zählen namhafte deutsche und italienische Journalisten. Gründungspräsident und derzeitiger Vorsitzender ist Ulrich Ritter.

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martedì, 24 giugno 2008

RASSEGNA STAMPA

Sull'incontro "Quo vadis Europa Sudorientale?" tenutosi a Gorizia

Da Ideazione (Pierluigi Mennitti)

"Se la politica induce alla speranza, e quindi le analisi dei politici si colorano inevitabilmente di ottimismo della volontà, quelle dei giornalisti inducono alla prudenza: il loro mestiere è quello di raccontare le cose come stanno e non come potranno essere. Nessuna sorpresa, dunque, che da un simposio giornalistico lo sguardo sui Balcani e sul loro futuro si uniformi a toni realistici che inducono a mitigare entusiasmi a volte eccessivi sullo sviluppo di tali regioni. E’ quanto emerso dai tre giorni di convegno a Gorizia dell’Associazione giornalistica italo-tedesca guidata da Ulrich Ritter che ha riunito nell’aula magna della facoltà di Studi Diplomatici e nelle sale della Camera di commercio esperti, accademici ed economisti, a confronto con giornalisti dei due Paesi impegnati sui temi dell’Europa sud-orientale. Germania e Italia (assieme all’Austria, che qui a Gorizia è comunque sempre presente almeno nelle vestigia storiche della città) sono le nazioni che guardano con maggiore interesse le vicende del sud-est europeo. Sono alternativamente i Paesi che detengono il primato dello scambio commerciale, man mano che si scende verso sud lungo la dorsale adriatica. Berlino e Roma sono le capitali di riferimento nella loro corsa verso Bruxelles.

Nel bilancio complessivo emerso da Gorizia sulle trasformazioni dell’area balcanica, in questi mesi le difficoltà sembrano prevalere rispetto ai passi in avanti. A cominciare dalla situazione della vicina Croazia, il Paese più avanti di tutti nel cammino verso l’integrazione europea, per il quale la data di ingresso nell’Unione, secondo valutazioni informali di Bruxelles, potrebbe slittare dal 2009 al 2011, a causa delle maggiori difficoltà incontrate sul tema delle riforme economiche. Niente di sconvolgente, se si pensa che anche Romania e Bulgaria hanno avuto bisogno dei tempi supplementari, e tuttavia un segnale di difficoltà per una nazione che si appresta a vivere questa estate da assoluta protagonista sulla scena turistica mediterranea. Dai servizi giornalistici sulle patinate riviste tedesche, sembra quasi che l’intera movida berlinese si stia trasferendo sulle coste croate, snobbando i tradizionali luoghi del divertimento delle isole spagnole. Il boom turistico, tuttavia, lascia scoperti i fondamentali di un’economia che si riforma con maggior lentezza del previsto.

Tra gli interventi più apprezzati quello di Demetrio Volcic, decano dei corrispondenti della Rai dai Pesi dell’est, che invita a programmare tempi lunghi per il processo di integrazione dei Balcani. Diversi i segnali: il crescente timore dei cittadini europei già stressati per la prima ondata di allargamento, il risucchio verso il degrado della corruzione di Romania e Bulgaria che invita a prudenze maggiori verso i futuri membri, la presenza sempre robusta dell’etno-nazionalismo nei Balcani occidentali. Su quest’ultimo punto, Volcic considera letale la sottovalutazione del tema che è stata fatta in occidente: tutti gli studi recenti sono di scuola statunitense, ma la realtà storica dei Balcani (e anche dell’Europa) sfugge completamente agli schemi americani. Questo ha determinato scelte rischiose nel passato ma l’occidente non pare aver imparato la lezione.

Il Kosovo è ovviamente al centro del dibattito. E le critiche al lavoro dell’Onu e ai recenti sbocchi politici è assai aspra. Si fa notare l’assenza al convegno dell’ambasciatore serbo, segno di un risentimento diplomatico che va al di là della divisione politica a Belgrado fra europeisti e nazionalisti. Sul Kosovo si addensano le incognite più cupe circa la stabilità politica dell’area. Sullo sfondo il ridimensionamento della Serbia e la prospettiva di una Grande Albania: tensioni che potrebbero riaccendere il fuoco dell’etno-nazionalismo. Come sta accadendo in Macedonia (le vicende di sangue legate alle recenti elezioni ne sono una conferma) dove le tensioni etniche interne si sommano al contenzioso con la Grecia per la questione del nome, e come accade quotidianamente in Bosnia.

Tocca dunque a un diplomatico, il console sloveno Josef Susmelj, ridare fiato alla speranza. La Slovenia può giocare un ruolo decisivo di guida e di esempio per le ex sorelle dell’area jugoslava e la presidenza del semestre europeo che si va concludendo lo ha dimostrato. A febbraio, nella riunione di Lubiana, i ministri degli Esteri dell’Ue hanno rilanciato il piano stabilito cinque anni prima a Salonicco e, pur con tutte le lentezze necessarie, la via per l’integrazione dell’area balcanica è tracciata. Passa da questo risultato la stabilità duratura di questa regione, fondamentale per quella di tutta l’Europa ma in particolare dell’Italia che, via mare, è di fatto una nazione frontaliera. E di questa dimensione frontaliera dell’Italia rispetto ai Balcani si è discusso con qualche concessione all’ottimismo nella tavola rotonda con gli operatori del commercio e dell’industria. Da Gorizia si punta molto a rimarcare il ruolo di cerniera della provincia (così come dell’intera regione e del più ampio Nordest) tra mondo latino, germanico e slavo. Alcune attività economiche con l’altra sponda hanno ormai una storia consolidata e non più limitata alle vicende della delocalizzazione. Dalla Germania soprattutto, come ha informato il cronista economico della Sueddeutsche Zeitung Thomas Fromm, gli investimenti specie verso la Slovenia sono molto cresciuti, soprattutto dalla Baviera, da dove si è messa in moto la banca regionale. E non avviene più per il costo del lavoro più basso ma per la qualità del servizio e per il clima favorevole che circonda gli investitori tedeschi.

Su questo punto appare con drammaticità una realtà di concorrenza. Secondo una recente indagine, gli imprenditori tedeschi soddisfatti o molto soddisfatti dei loro investimenti in Slovenia è del 60 per cento. Un dato molto alto. Che va messo in relazione con il crescente disinteresse della Germania per l’Italia: mentre per noi il mercato tedesco resta fondamentale, per i tedeschi il mercato italiano risulta sempre più marginale. E cresce invece l’interesse per l’Europa sud-orientale. Gli operatori del commercio goriziano ne sono consapevoli. Si lamenta la mancanza di un sistema-paese che sappia valorizzare le singole specificità. Ma si nota una certa difficoltà a entrare con forza nel rapporto integrato con questa nuova area di sviluppo. Il presidente della Camera di commercio Emilio Sgarlata punta all’Adriatico, l’autostrada del mare che dovrà rilanciare il porto di Monfalcone come terminale nord rispetto ai traffici che risalgono dalla Turchia, dalla Grecia, dalle regioni italiane affacciate sull’Adriatico. Sono le scommesse che si facevano alla fine degli anni Novanta, quando finì la guerra jugoslava e i Balcani si riaffacciarono sul mare con nuove speranze. Sono passati dieci anni e l’Italia deve correre ai ripari per non perderle tutte quante".


Dal sito della Camera di Commercio di Gorizia

"Controverso l'argomento dibattuto in questi giorni alla presenza dei giornalisti dell’Associazione Italio-Tedesca, dapprima in un apposito convegno presso il “Corso di Laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche” di Gorizia e, successivamente, presso la Camera di Commercio di Gorizia che ha affrontato il tema analizzando gli aspetti di carattere economico. La delegazione italo-tedesca è stata infatti accolta dal Presidente Sgarlata che, coinvolgendo i rappresentanti delle categorie economiche della provincia, ha illustrato in una dettagliata relazione le caratteriste dell’ecomomia isontina, evidenziandone gli aspetti peculiari: l’eccellenza nei settori della cantieristica navale e nella produzione di vini bianchi, l’unicità di Grado e dell’offerta turistica non solo balneare ma dell’intero territorio, la vocazione di Gorizia come città commerciale e “terziaria” sede tra l’altro di prestigiose sedi universitarie, il lusinghiero incremento negli ultimi anni dei traffici al Porto di Monfalcone e le nuove prospettive che si apriranno grazie alle cosiddette “autostrade del mare”, oltre che ovviamente la particolarità della posizione geografica e dell’intero tessuto imprenditoriale e sociale.

Oltre alla parte di discussione teorica, la Camera di Commercio ha anche organizzato la visita ad alcune realtà produttive della città, al Porto di Monfalcone, a Grado e ad aziende vinicole per offrire informazioni più concrete alla delegazione di giornalisti stranieri, coordinata dal presidente dell’Ordine giornalisti italo-tedeschi di Bonn Ulrich Ritter e comprendente tra gli altri Adelheid Feilcke Tiemann della “Deutsche Welle” di Bonn, Daria Bryantseva della “Iswestija” di Mosca, Pierluigi Menniti corrispondente di “Ideazione” di Berlino, Stefano Grazioli del “Corriere del Ticino” di Lugano, Wolfgang Pütz inviato della “Bayerisches Fernsehen TV” di Monaco di Baviera, Ekkehard Kohrs inviato di “General-Anzeiger”di Bonn, e Thomas Fromm inviato del “Süddeutsche Zeitung” di Monaco di Baviera. Quest’ultimo ha evidenziato nel suo intervento l’evoluzione degli investimenti tedeschi nel nostro Paese e in particolare in Friuli Venezia Giulia, regione apprezzata per le sue potenzialità nel settore della ricerca (considerato un punto di forza nella nostra regione e, invece, mediamente un punto di debolezza nel resto d’Italia) e per la posizione geografica vantaggiosa.

Anche la Slovenia, negli ultimi anni ha acquisito un ruolo di importanza crescente per gli imprenditori tedeschi che, tuttavia, rilevano costi del lavoro e dell’energia crescenti.Ovviamente nemmeno l’Italia risulta attrattiva sotto quest’ultimo profilo, ovvero quello degli altissimi costi dell’energia: secondo Thomas Fromm in futuro lo sviluppo del fotovoltaico e della produzione di energia dalle biomasse saranno gli elementi di svolta. Durante l’incontro sono stati analizzati anche i nuovi trend dei flussi turistici. In particolare, Riccardo Busso, non solo giornalista membro dell’Associazione Italo-tedesca ma anche tour operator, ha sottolineato come l’Italia resti il Paese più sognato ed ambito dai tedeschi che, però per motivi di costi ed opportunità, sempre più spesso alla fine scelgono altre mete turistiche e spendono sempre meno giorni nella località di villeggiatura. Il Friuli Venezia Giulia, per qualità dell’offerta turistica, per vicinanza geografica e qualità della vita, resta comunque senza dubbio una delle regioni con maggiori potenzialità nel variegato panorama turistico offerto dal sistema Italia".



Articoli tedeschi
postato da: Leitung alle ore 08:23 | link | commenti
categorie: italiano
domenica, 25 maggio 2008

QUO VADIS EUROPA SUDORIENTALE?

gorizia

 

 

 

 

 

 

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Rassegna stampa:

Ideazione

postato da: Leitung alle ore 15:06 | link | commenti
categorie: italiano
venerdì, 02 maggio 2008

DOVE VA L'EUROPA SUDORIENTALE?

INCONTRO DAL 21 AL 24 MAGGIO 2008

Nuove sfide e speranze anche per il territorio di Gorizia – Nova Gorica

L´Associazione Italo-Tedesca dei giornalisti organizza dal 21.5. al 24.5.08 a Gorizia e Nova Gorica una serie di manifestazioni. Esperti giornalisti provenienti da Germania, Austria, Italia, Slovenia, Croazia, Serbia e Kosovo discuteranno con gli studenti e professori della Facolta`di Scienze Diplomatiche ed Internazionali di Gorizia sul futuro di questa parte d´Europa. Molti saranno gli spunti per una vivace discussione: il dopo elezioni in Serbia e Croazia, l´attuale presidenza della Slovenia nell´Unione Europea, gli ultimi sviluppi nel Kosovo, l´entrata di Croazia e Serbia nella casa europea, i confini aboliti tra Gorizia e Nova Gorica. Interlocutori politici arriveranno dalla Commissione Europea e dal Parlamento Europeo. Inoltre sono previsti degli incontri con giornalisti, autori e letterati mitteleuropei. La TV tedesca fara´un´ampio servizio di tutte le manifestazioni, della Facolta`di Scienze Diplomatiche e del territorio della provincia e dei comuni di Gorizia e Nova Gorica. Il Presidente del Parlamento Europeo insieme al Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia hanno concesso il loro patrocinio per questo importante convegno europeo. Questo e`il terzo seminario europeo (2001/ 2002) , che l´Associazione italo-tedesca dei giornalisti organizza a Gorizia e Nova Gorica.

Partner di questo incontro europeo:

Allianz Kulturstiftung

Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

La Provincia di Gorizia

I Comuni di Gorizia e Nova Gorica

La Facolta`di Scienze Diplomatiche ed Internazionali di Gorizia

La Camera di Commercio, Industria ed Artigianato di Gorizia

La Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia


IL PROGRAMMA

Mercoledi 21 maggio 

Pomeriggio: Arrivo dei partecipanti, sistemazione presso Best Western Hotel Gorizia Palace, Corso Italia 63
20.00: Cena al Ristorante La Luna, Via Oberdan 13 
 
Giovedi 22 maggio
 
Aula Magna dell'Universitá di Gorizia, Via Alviano 18
9.00: Registrazione dei partecipanti
10.00: Inaugurazione dell'Accademia "Dove va l'Europa sudorientale?"
13.00: Pausa pranzo in piazza dell'Universitá
14.30: Continuazione dell'Accademia
18.00: Conclusioni e fine della discussione
20.00: Cena su invito della Regione Friuli Venezia Giulia
 
Venerdi 23 maggio
 
Camera di commercio di Gorizia, Via Crispi 10, Sala Ritter
9.00:   Registrazione die partecipanti
9.30:   Discussione sul tema „Businnes ed economia in Europa sudorientale"
13.00: Conclusioni e fine della discussione
13.30: Buffet
14.30: Visita alla Fincantieri
19.00: Visita e cena alla Fattoria Lorenzon
 
Sabato 24 maggio
 
Prima colazione e partenza


SALUTO DI ULRICH WILHELM

Segretario di Stato

Portavoce del Governo Federale


Accademia primaverile "Dove va l’Europa sudorientale?"


22-24 maggio 2008 Gorizia
 
Egregio Presidente, egregi partecipanti,

mi ricordo volentieri dell’ultima manifestazione qui a Gorizia. La mia attuale attività come Portavoce del Governo Federale mi impedisce purtroppo di essere presente anche questa volta. Mi dispiace molto. La città di Gorizia rappresenta ancora oggi la storia ricca di cambiamenti nei Balcani ed é oggi più che mai per il simbolo ideale per il tema dell’Accademia primaverile di quest’anno intitolata “Dove va l’Europa sudorientale?”
Quale cambiamento abbiamo vissuto noi e soprattutto la gente in questa città negli ultimi anni? Gorizia e Nova Goriza, divise dalla Pace di Parigi del 1947 tra Italia e Jugoslavia, solo negli anni novanta e con l’entrata della Slovenia nell’Unione Europea hanno avuto la concreta prospettiva di crescere insieme al di là dei confini degli stati. E con l’entrata in vigore del Trattato di Schengen il 21 dicembre 2007 la barriera tra le due città è diventata per gli abitanti completamente permeabile. La divisione del 1947 è così davvero superata. Noi in Germania possiamo condividere bene questa esperienza.
Vediamo ad esempio come gli abitanti di Görlitz e Francoforte sull’Oder approfittino della caduta dei confini. Ció che è riuscito a Gorizia in maniera esemplare con l’ingresso nell’Unione Europea, lo auguriamo noi a noi stessi, e mi riferisco al Governo tedesco e i membri dell’Ue, per tutti gli stati della ex Jugoslavia. Come voi tutti sapete, tutti i Paesi della ex Jugoslavia hanno una prospettiva europea. L’Ue conduce con la Croazia le trattative per l’entrata, la Repubblica ex Jugoslava di Macedonia ha lo status di Paese candidato. L’Unione Europea supporta tutti gli stati della regione nelle loro riforme attraverso processi di stabilizzazione e associazione. In questo modo l’Ue contribuisce a concretizzare la prospettiva europea per questi Paesi. E anche se sono necessari ancora altri sforzi per le riforme, la situazione dell’Europa sudorientale negli ultimi anni è migliorata. Le istituzioni democratiche e la società civile avanzano, così come lo sviluppo economico e la cooperazione regionale si fa più intensa.
Con l’indipendenza del Kosovo all’inizio dell’anno il lungo e difficile processo di dissoluzione della ex Jugoslavia sta volgendo al termine. E offre la possibilità di guardare finalmente al futuro. Tutti insieme dobbiamo mantenere intatta la visione di pace, stabilità e prosperità economica per tutti i Balcani. La decisione dell’Unione Europa per la missione Eulex in Kosovo, le diverse offerte dell’Ue alla Serbia e gli aiuti mostrano in maniera chiara che l’Unione è decisa a non diminuire i suoi sforzi.
Accanto all’Ue anche la Nato giocherà un ruolo importante nella regione. Il Governo federale ha sottolineato al vertice Nato di Bucarest all’inizio di aprile di voler continuare a supportare un ulteriore avvicinamento dell’intera regione all’alleanza.  
Avrete la possibilità durante l’Accademia di analizzare e valutare questo sviluppo e le sue prospettive. Per questo vi auguro un grande successo e una buona discussione. E per ultimo: riferite delle vostre conclusioni sui media tedeschi. I Paesi dell’Europa sudorientale guadagnano la nostra permanente attenzione e la nostra comprensione per il loro cammino in Europa. 
postato da: Leitung alle ore 16:27 | link | commenti
categorie: italiano
mercoledì, 02 aprile 2008

CHI SIAMO

L'Associazione italo-tedesca dei giornalisti é stata fondata nel 1994 al Centro culturale di Villa Vigoni a Loveno di Menaggio (CO). Tra i fondatori ci sono famosi giornalisti italiani e tedeschi. Presidente dell'Associazione é Ulrich Ritter.

Scopo della DITJV é quello in particolare di favorire la formazione di giovani giornalisti italiani e tedeschi. In questa prospettiva sono state organizzate negli anni passati iniziative e seminari:

• Incontro dei giovani giornalisti a Villa Vigoni, Weimar, Siena, Gorizia, Cittadella, Kempfenhausen, Lucca

L'organizzazione e il successo di questi eventi sono stati possibili grazie alla collaborazione del Ministero degli esteri italiano e di quello tedesco e delle Ambasciate di Roma e Berlino. Piú di 200 giornalisti hanno partecipato agli incontri. La DITJV intrattiene buoni rapporti con l'Ordine dei giornalisti italiani e con le organizzazioni di categoria in Germania.

postato da: Leitung alle ore 16:24 | link | commenti
categorie: italiano